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home - Una città per gli archivi Portare gli archivi, testimoni della storia cittadina, dai depositi al web attraverso un lavoro di salvaguardia e valorizzazione è l’obiettivo del progetto "Una città per gli archivi" promosso e sostenuto dalla Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna e Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna. Il progetto mira a recuperare e rendere accessibile a tutti gli archivi del territorio bolognese a maggiore rischio di dispersione per garantire, attraverso di essi, la conservazione della memoria collettiva. Il progetto pone un'attenzione specifica ai fondi bolognesi dei secoli XIX e XX a partire da un primo censimento che è stato il frutto sia della collaborazione tra le fondazioni bancarie bolognesi e gli enti preposti cioè la Soprintendenza archivistica per l'Emilia-Romagna, la Soprintendenza per i beni librari e documentari dell'Istituto per i beni artistici, culturali e naturali (IBC) dell'Emilia-Romagna e l'Archivio di Stato di Bologna sia del coinvolgimento di altri enti e istituzioni pubblici e privati, quali l'Istituto Gramsci dell'Emilia-Romagna, la Biblioteca comunale dell'Archiginnasio, l'Archivio Storico del Comune di Bologna e quello della Provincia di Bologna. La direzione del progetto, coordinato da Angelo Varni e Gian Mario Anselmi per le due fondazioni bancarie, è stato supportata, in una prima fase, dalla consulenza scientifica di un prestigioso comitato di esperti, composto da Linda Giuva, Mariella Guercio, Guido Melis, Stefano Vitali e Isabella Zanni Rosiello. Gli obiettivi identificati dal progetto anche grazie agli interventi del comitato scientifico sono principalmente i seguenti: - individuazione degli interventi, in seguito all'analisi del censimento e delle schede di ricognizione; - salvataggio dei complessi documentari individuati grazie al materiale di condizionamento e alla scaffalature (dove necessario) per la loro conservazione in un locale adibito ad archivio; - inventariazione dei fondi archivistici bolognesi dell'Otto-Novecento prescelti attraverso inventari informatizzati prodotti mediante l'utilizzo della piattaforma xDams che consente di codificare i dati in linguaggio XML; - definizione di modelli condivisi per le descrizioni archivistiche attraverso cui implementare la messa in rete delle risorse; - realizzazione di un portale di progetto per restituire alla città i frutti del lavoro svolto e rendere fruibile al più vasto numero di utenti gli archivi inventariati. Gli interventi di ordinamento archivistico hanno interessato fino ad oggi oltre 200 nuclei documentari di natura eterogenea appartenenti ad enti pubblici e ad istituzioni private. Saranno realizzate oltre un milione di schede, tra quelle di descrizioni della documentazione e voci per la loro indicizzazione. Sono stati utilizzati vari tipi di tracciato per la descrizione di fondi cartacei, fotografici, audiovisivi, sonori e di manifesti. Nella maggior parte dei casi si è ormai raggiunta la fase conclusiva dell'intervento, quella cioè che prevede la verifica del lavoro archivistico da parte di un gruppo di progetto appositamente creato. Questa fase precede il collaudo a opera della Soprintendenza archivistica per l'Emilia-Romagna, garantendo l’esito positivo del lavoro svolto. Si prevede che oltre i 3/4 degli interventi saranno conclusi entro l'anno 2011. L’obiettivo finale del progetto è quello di offrire agli utenti un accesso on-line agli inventari dei fondi: uno strumento di consultazione flessibile in grado di presentare le informazioni archivistiche con semplicità, suscitando interesse e coinvolgendo sia gli studiosi che il pubblico più vasto. Per obliterare tali obiettivi è stata avviata una campagna di digitalizzazione su un significativo numero di documenti. I file così prodotti sono stati metadatati secondo standard, in modo da rendere interoperabile la collezione digitale con il portale del Sistema Archivistico Nazionale e da garantire la loro conservazione a lungo termine che sarà effettuata dal Servizio PARER dell’IBC della Regione Emilia-Romagna. Si tratta di circa 200 mila immagini digitali, che riproducono documentazione di particolare pregio (materiale iconografico, autografi, inediti etc.) e di particolare interesse storico culturale, oltre a filmati e registrazioni sonore (circa due mila). Tra questi ultimi emergono per interesse archivistico, storico, culturale e spiccano, senza dubbio, nel panorama nazionale, per l'originalità e l'unicità dell'ente che li conserva, i fondi audiovisivi dei film amatoriali e di famiglia conservati nell'archivio di Home Movies.